BIO-TERRITORIO
Biologica...Mente
La tematica del biologico è una questione di così ampio respiro che riguarda non solo gli operatori pubblici e privati del settore, ma anche gran parte della popolazione.
In prima analisi bisogna considerare le numerose applicazioni di cui se ne fa uso nei vari settori. Secondo la definizione di Wikipedia, l’agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che considera l’intero ecosistema agricolo, sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, promuove la biodiversità dell’ambiente in cui opera ed esclude l’utilizzo di prodotti di sintesi e di organismi geneticamente modificati (OGM)1. L’agricoltura biologica, vista come modello di sviluppo globale, però, è stata al centro di aspri dibattiti e critiche.
(1. Agricoltura biologica, http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura_biologica#Sostenibilit.C3.A0)
Tale tipo di “cultura ambientale” si scontra con modelli di sviluppo globale, basata su modelli industriali di larga scala. Tra gli intendimenti di Bioenerman si evidenzia l’interesse di rimodellare le esperienze tradizionali in agricoltura con un’intervento tecnologico non invasivo e biointegrato, migliorando le prestazioni ma non modificando le produzioni e le lavorazioni.
È anche vero che il migliore impiego di tecnologia presuppone un maggiore impiego di risorse, questo sia per le energie, sia per le fonti rinnovabili; per quanto riguardo l’agricoltura biologica
deve considerare un aspetto totalitario delle risorse impiegate per sapere se è un sistema in equilibrio con le sue fasi o se è in spostamento l’equilibrio delle risorse impiegate e delle produzioni.
Non a caso abbiamo preso in considerazione un’annosa controversia relativa alle diverse scuole di pensiero sull’agricoltura biologica. La soluzione sta nel chiudere la filiera, considerando un’integrazione sostenibile tra tecnologie impiegate, tra risorse energetiche tradotte, condizioni ambientali naturalistiche favorevoli, logistica, approvvigionamento e distribuzione coordinate, rimpiego di elementi di scarti di lavorazione e reflui.
Questo può avere una ricaduta economica e sociale favorevole.
Bioenerman si interessa di coordinare la massima integrazione di tali elementi, minimizzando i rischi e massimizzando i profitti.
Infatti il sistema di produzione agricolo intensivo è risultato fallace, confrontandolo con quello “biologico”, per l’ingente consumo di idrocarburi, conseguenti alla coltivazione e al trasporto dei beni da una parte all'altra del globo.
Ricordiamo inoltre che l'agricoltura biologica in Europa è stata regolamentata per la prima volta a livello comunitario nel 1991 relativamente al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all'indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari. Solo nel 1999 sono entrate in vigore norme sulle produzioni animali. Inoltre la normativa legislativa europea sembra aiutare notevolmente il settore soprattutto in riferimento alle nuove normative emanate.
Infatti dal 1 luglio 2010 sono entrate in vigore le nuove direttive UE riguardo la produzione, il controllo e l’etichettatura biologica. Tale pacchetto dispositivo darà l’importanza giusta per uno sviluppo continuo dell’agricoltura biologica, al fine di ottenere un’ampia varietà di prodotti biologici ad alta qualità. Inoltre sarà data sempre più importanza alla salvaguardia delle biodiversità, alla tutela ambientale e alla protezione floreale e faunistica. Tra le nuove disposizioni entrate in vigore, inoltre, c’è l’uso obbligatorio da parte dei produttori di cibo biologico del logo biologico UE. Tale logo, usato insieme all'indicazione dell'origine del prodotto, dovrà contenere almeno il 95% degli ingredienti utilizzati per il prodotto finale. Nella produzione biologica si è preferito i cicli chiusi, che si basano su un riciclo delle risorse interne o al massimo provenienti da altre aziende biologiche esterne, rispetto a cicli aperti, che utilizzano risorse esterne, a volte non riutilizzabili, con il conseguente spreco di risorse naturali.
Questi obiettivi sono già dichiarati e perseguiti da Bioenerman, che, attraverso il network di professionalità che lo “animano”, accende il suo motore “naturale” affinchè attraverso seminari, meeting, eventi, si approfondisca tutto ciò che concerne il concetto di “Bio”, dal Bio-Territorio alla
Bio-Integrazione, alla Bio-Energia, al Biologica-Mente. Quest’ultimo concetto ha bisogno di un’approfondita riflessione.
Il biologico, come si è già precedentemente detto, è ormai una medotologia ambientale che si sta affermando sempre di più nelle nostre realtà territoriali.
È pensabile che il biologico che sia esso stesso l’implementazione di una nostra filosofia di vita: Mente, appunto. Infatti ciò che si prefigge Bioenerman è proprio tramutare questo modo di agire ecosostenibile, nel caso in questione biologico, in pratiche quotidiane, dell’agire quotidiano per la collettività.
Questo agire “ecofriendly” si può ricercare nello sportello “Bioamico”, un progetto di Sportello Unico di Consulenza Gratuita per il cittadino, servizio che può essere messo a disposizione da ogni Comune che intende aderire, che intende dare risposte a tutti coloro che intendono affacciarsi nel mondo dell’energia rinnovabile, dell’uso efficiente ed efficace delle risorse ambientali ed energetiche, realizzando attività di assistenza, tutoring e consulenza gratuita.
Noi stessi stiamo vivendo un processo di sradicamento dalla nostra realtà quotidiana, dovuto agli effetti omologativi innescati dalla globalizzazione, non considerando il vivere “biologicamente” come invece dovrebbe essere: lo specchio stesso del nostro agire quotidiano. La stessa diffusione dei prodotti biologici presso i vari operatori del settore agro-alimentare e non, apre delle prospettive nuove ed inimmaginabili prima.
Pensiamo infatti al comparto agro-alimentare, che sta vivendo momenti difficili sia per gli alti costi distributivi e di trasformazione industriale dei prodotti stessi, sia per la concorrenza “sleale” di competitors stranieri, che puntano sui bassi costi di produzione e sulla bassa qualità dei propri prodotti.
Il biologico permette di ovviare sia al problema degli alti costi di trasformazione dei prodotti, visto il riuso delle sue risorse interne ed inoltre punta sulle qualità organolettiche naturali dei propri prodotti, garanzia certa di alta qualità.
Solo se si riuscirà ad esportare tale modello di “made in Italy” potremmo concorrere all’autentica valorizzazione del nostro giacimento biologico, che rappresenta, da tempo, anche il nostro miglior biglietto da visita turistico.
Pensiamo solo alla regione Campania, che si contraddistingue, da sempre, per la ricchezza delle proprie “tipicità locali”. Nel Cilento, per esempio, vi è la culla della “Dieta Mediterranea, inventata dal medico Ancel Keys, a Pioppi, piccolo paese del Cilentano nel 1954. Ora nello stesso paese ha sede il Museo Vivente della Dieta Mediterreanea. Tutto ciò ha arrecato non solo a Pioppi ma, anche, per esempio, a Pollica e altri paesi cilentani, una promozione turistica notevole, tanto che ormai, secondo ultime stime turistiche, il Cilento è la meta prediletta per i turisti italiani e stranieri
dell’intera Regione, proprio per la salubrità dell’ambiente e gli effetti benevoli e salutistici delle proprie “tipicità locali”. Da qui l’esigenza anche di mettere in campo nuovi modelli di marketing territoriale. Per realizzare tutto ciò bisogna mettere in sinergia tutti gli attori locali del settore, da quelli pubblici a quelli privati.
Troppo spesso lo sviluppo “sostenibile” del territorio è stato inibito sia da logiche “provincialistiche”, sia dalla mancanza di Enti di coordinamento, che mettessero in “sinergia” i vari Enti pubblici e gli operatori privati. Ma tutto ciò è vero solo in parte.
Ma Bioenerman non è altro che l’interfaccia di collegamento tra l’Ente pubblico, che ha l’obbligo di informare e realizzare situazioni concrete per la collettività ed il Privato.
L’Ente di ricerca ha il dovere di erudire il mondo imprenditoriale, che ha il bisogno di crescere e migliorare e la collettività, che ha il diritto di erudirsi.
Infatti il più delle volte modelli di sviluppo “invasivo” del territorio hanno determinato una spontanea preselezione nel mercato di vendita di prodotti a larga scala industriale, penalizzando di molti i prodotti “biologici”, esclusi dal mercato di “massa”, relegati, quindi, ad un mercato di nicchia. Una delle tante finalità ambientali di Bioenerman è stata, infatti, la difesa del prodotto “Biolocalizzato”, da processi di vendita globali, che rischiano di omologare tutti i prodotti dal punto di vista delle qualità organolettiche, gustative e nutrizionali, a favore del marketing industriale che standardizza profumi, colori e sapori.
Il 2010 è stato l’anno della Biodiversità Mondiale ed è proprio in questo anno che gli studiosi dell’Osservatorio della Biodiversità Nazionale, Bioenerman, hanno coniato il termine del “Prodotto Biolocalizzato”, il cui significato si lega essenzialmente alla storia, alla cultura, al modus vivendi, alle tradizioni di un’area territoriale e geografica ben delineata. È importante sottolineare che sia il Prodotto Biolocalizzato sia il modus pensandi “Biologica…Mente” sottindendono un medesimo ed ambizioso progetto: far emergere dall’oblìo, che la società globalizzata vuole destinare, tutte le produzioni biologiche-biolocalizzate, costituendo al tempo stesso un nuovo modus operandi riguardo le tematiche ambientali e di sviluppo sostenibile del territorio.
Tante, infatti, sono state le occasione per valorizzare il prodotto biologico da parte dell’associazione Bioenerman: la kermesse “Sapori e Saperi”, che si è svolta il 23/25 aprile 2010 nell’area espositiva del Santuario di Pompei, dedicato alle “tipicità locali” di tutta Italia, il cui scopo ultimo non è solo di avvicinare la filiera lunga e corta, ma anche di dettare linee guida, attraverso la valorizzazione di tali tipicità, per una promozione del territorio in chiave culturale e turistica.
Interessanti gli spunti di riflessione circa la tutela “biologica” di tali tipicità e altri tematiche importanti riguardo l’alimentazione, affrontati da operatori del settore, professionisti, ricercatori, professori.
Inoltre Bionerman promuove attraverso “educational days” momenti importanti di riflessione come il “Celiac educational day” del 27 novembre 2010, tenutasi nella suggestiva location del Castello Doria di Angri, dove si è dibattutto delle necessità di informare il grande pubblico su tematiche note solo agli addetti del settore, tal è la celiachia. Obiettivo ultimo di questo “educational day” è far capire, attraverso le testimonianze e gli interventi di ricercatori, studiosi e professionisti del settore, che la celachia non è né una malattia, né deve essere considerata una discrimante, ma solo un diverso “stile di vita” che non confligge completamente con la “Dieta Mediterranea”.
Inolte non dimentichiamo il supporto consulenziale altamente qualificato di Bionerman in merito alle energie rinnovabili, come il solare, l’energia idroelettrica, cogenerazione da Biomasse, produzione di Biogas, di Biodiesel o olio vegetale puro, risparmio energetico o riuso degli scarti organici nel processo, appunto, “chiuso” del biologico. Lo stesso riuso di “compost” da parte di piccole realtà agricole nella concimazione dei medesimi prodotti è ormai una realtà sempre più diffusa. Infatti tale utilizzo è stato anche avvalata e promossa, nel salernitano, da parte della “C.I.A”, Confederazione Italiana Agricoltori, con la riduzione di risorse, attraverso il riuso di materiale organico, appunto usato per la concimazione da parte degli agricoltori.
Bioenerman si propone proprio di allargare la nostra “Mente” in una “vision” ambientale d’insieme, qual è uno dei tanti obiettivi che il Biologica…mente” mette in campo, al fine di convogliare, attraverso un lavoro di networking umano, tutte le idee, i progetti, non solo degli operatori del settore, ma soprattutto di quanti cercano nel miglioramento della qualità della vita e la salvaguardia delle sue risorse naturali lo scopo ultimo della propria esistenza.
Il Presidente
Ing. Mario Esposito
Il Responsabile Bioterritorio
Dott. Marco De Pascale
Ing. Mario Esposito
Il Responsabile Bioterritorio
Dott. Marco De Pascale